“Some say the end is near.
Some say we’ll see armageddon soon.
I certainly hope we will.
I sure could use a vacation from this”
La sensazione di soffocamento, di censura del proprio ego, un evoluzione claustrofobica , dolorosa, piena di rabbia e di lotta fino a toccare l’ Anima pura e imperturbabile. Come un percorso biologico di un essere vivente. Tra l’ essere mostruoso e il divenire perfettamente cosciente. Che a tratti esplode, a tratti emette solo un lamento. Altre volte è malinconico, altre ancora esprime senza timore tutto l’ attaccamento alla vita possibile. Un essere informe, plasmato e maturato fino a divenire un uomo. Un prototipo del mondo contemporaneo.
Nella forma e nella materia.
Questi è l’ arte e con lei il significato che i Tool dai primi lavori ad oggi portano avanti. Nelle liriche e nella musica la band compie la sua “rivoluzione sessuale” il suo processo creativo , tante storie nella Storia che trasmettono ; danno vita ad un tipo di metal innovativo, altamente professionale, che trabocca di influenze, e gli consente di emergere dalla scena artistica di quegli anni: da un lato segnata dal grunge , nel suo sviluppo e successo su larga scala, dall’ altro da quel panorama emergente e confuso, che tutt’ ora cade spesso sotto la denominazione di alternative metal, o inteso altrove come degenerazione di quell’ alternative rock che un po’ tutto descrive quando non si ha più la voglia di scoprire. I Tool strizzano l’ occhio alla scena loro contemporanea, alle tendenze di ispirazione trash metal, recuperando molto della tradizione progressive ed inserendola con forza nelle loro canzoni, al contrario di quelle influenze punk (e derivati) dominanti. E non scordano nemmeno il grande rock classico e psichedelico. Preludi ed interludi suonati ed accompagnati da effetti e strumenti elettronici, utilizzo di synth, batterie elettroniche o sitar, più una svariata gamma di campionamenti folli con suoni di ogni dimensione. L’ esperienza musicale del gruppo è più profonda, espansa e caotica di quelle che il metal moderno ci ha portato. Si genera un certa armonia nell’ascolto di un disco intero, grazie anche all’ abilità compositrice del resto del gruppo. Le ripartenze, i toni cupi e preparatori di ogni chitarra,l’ ormai celebre e tooliano cambio di metrica, tratto davvero tipico del gruppo, quasi impossibile da analizzare su svariati brani, portano con il canto a rendere i loro brani eclettici e fuori dagli schemi correnti: le tracce degenerano e spesso hanno una durata non consona ( sopra i 5 minuti), riproponendo davvero quei retaggi musicali a compimento, riportando quel gusto dell’ attesa che spesso si avverte come perso.
I testi presentano una crescita adolescenziale già lontana da quella a cui i Nirvana ci hanno abituato, un processo assoluto dove il sesso determina gran parte (almeno nei loro primi album) insieme ai temi dell’ infanzia, la dissoluzione (droga/sogno/esperienza extraterrestri) e la tensione verso il mistero (oltre le più celebri ispirazioni verso Fibonacci in Lateralus): la devianza del genere umano, dalla sfera psicologica fino a quella sociale, nazionale, globale ( il cui culmine è forse il testo di Vicarius).L’ interesse verso le scienze della psiche rimane comunque palese, dalla lettura dei primi testi passando per i riferimenti più espliciti in Aenima verso Jung. Uno stile del tutto personale che procede di pari passo con la voce di Maynard. Una voce insolita, anche Lei in continuo cambiamento, che riesce a divenire una delle più espressive della musica attuale. Ogni genere di emozione o sensazione riesce ad arrivare nelle nostre teste. Ogni sfumatura; Così nella stessa traccia due ritornelli uguali riescono ad esprimere empatie diverse. Parole e suoni intesi come un’unica emanazione. Non esiste più il pezzo anger, non troverete malinconia fine a se stessa: lo shout riprende significato, la voce sussurrata sarà limpida e decisa, vagheggiante e straziata.
Il tutto condito da cd con booklet e copertine splendide, video curati e realizzati spesso da Adam Jones, il quale oltre che membro del gruppo (chitarra) ha lavorato come esperto di make-up ed effetti cinematografici (Jurassic Park, Ghostbusters 2 e molti altri).
La loro notorietà e l’impatto che hanno avuto in svariati ambiti musicali è indubbio. Considerare questa musica però come appartenente solo a quel genere e ai relativi amanti sarebbe un errore.
Qui trovate una faq utile per la storia passata del gruppo e il sito in italiano. In foto, quello ufficiale.
http://toolshed.down.net/faq/faq.html





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