Saverio Lodato / Roberto Scarpinato, Chiarelettere editore, Milano 2008
Saverio Lodato è giornalista per l’Unità e si occupa di mafia. Roberto Scarpinato invece è procuratore aggiunto per la Procura antimafia di Palermo, in passato collaboratore in diversi casi e pm nel processo Andreotti. Insieme hanno pubblicato per Chiarelettere questo libro, molto diverso dalle attuali pubblicazioni su mafia, corruzione e politica italiana. Presentato ufficialmente il 24 settembre 2008, “Il ritorno del Principe” infatti è un libro che non correrà mai il rischio di divenire anacronistico. Al contrario, l’opera di Lodato e Scarpinato è drammaticamente assoluta, perché il suo oggetto d’indagine rappresenta un tema basilare nella storia italiana dal risorgimento a oggi: la genealogia della classe dirigente e delle sue lobby che perseguono solamente il proprio interesse personale ad ogni costo.

“Il ritorno del Principe” si presenta redatto sotto forma d’intervista, eppure basta appena iniziare la lettura per rendersi conto che la scelta del dialogo tra i due interlocutori è puramente funzionale all’opera. Come il testo machiavelliano, è un trattato sociopolitico dell’Italia dalla prima repubblica a oggi, che getta luce su quelle zone d’ombra della storia nazionale recente, spiegando perfettamente come il susseguirsi delle classi dirigenti abbiano consolidato il loro potere tramite l’utilizzo di corruzione e violenza, sfociando senza timore nell’illegalità, in perfetta simbiosi con la criminalità organizzata. Addirittura il termine simbiosi forse non sarebbe accettato; l’insistenza è soprattutto nel precisare che i vertici politici e socioeconomici non si avvalgono della mafia per la gestione ed il controllo del paese, ma sono nati e cresciuti con essa. Due manifestazioni di una stessa sostanza. Mentre però la criminalità con i suoi presunti boss, tra pecorari armati di fucile o Rina e Provenzano, fa audience e viene identificata come la parte marcia dell’Italia, i criminali che rivestono ruoli decisivi nella società pubblica e privata, colletti bianchi alla Sutherland, sono sempre lontani da occhi indiscreti, sfuggono alla giustizia ufficiale, sfuggono pure al giudizio popolare. Anzi ne “Il ritorno del Principe” un forte timore è riservato al popolo italiano, sempre più desideroso di un “fetta della torta”, senza problemi nello scendere a compromessi. Un popolo che quando non è complice, ha in testa una visione distorta degli accadimenti, acclama e ricorda nei suoi salotti televisivi complici di delitti ed elegge rappresentanti politici condannati per associazione a delinquere. Tranne alcuni momenti di lucida democrazia, individuabili dagli autori nella Costituente e nei maxiprocessi di mafia e di corruzione pubblica, il sistema è sempre rimasto intaccato. La cancrena non si è mai fermata. Al contrario di altri autori che abusano di dati e fonti storiche durante i loro discorsi, qui gli esempi sono pochi ma illuminanti e funzionali alla spiegazione, selezionati come i più rappresentativi e che non intralciano mai il filo conduttore rendendo il testo sempre scorrevole (qui nuovamente ritorna l’importanza del dialogo come forma).
In conclusione abbiamo una perfetta teorizzazione della politica in Italia. Non un’opera moralista, poiché non giudica secondo i principi della moralità ma attraverso i criteri ordinatori della giustizia, ovvero gli strumenti di controllo oggettivi di una repubblica; non è neppure moralizzatrice, perché è volta all’informazione collettiva ed alla sensibilizzazione individuale. “Il ritorno del Principe” è un manifesto di come la tormentata nascita della democrazia qui nel nostro paese sia stata terreno fertile per un utilizzo criminoso del potere da parte delle istituzioni contraccambiato dalle mafie, arrivando l’uno dove l’altro non potrebbe. Facendo restare tutto taciuto e stravolgendo ciò che a tratti emerge, congelando continuamente i fatti in una mostruosa normalità.
Che all’epoca il Principe fosse Cesare Borgia “il Valentino” poco importa. Conta però capire chi lo impersona oggi, nonostante l’italianissima cecità consenziente nazionale.
http://blog.chiarelettere.it/?r=137981 blog con video, Chiarelettere
http://www.youtube.com/watch?v=eahdpE52gJQ&feature=related conferenza stampa di presentazione del libro


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