
Il 5 giugno, giornata dell’ambiente, è uscito in tutto il mondo un film in cui il protagonista è il mondo stesso. Il suo intento è di sensibilizzare l’uomo riguardo le tematiche inerenti allo stato di salute del pianeta e per farlo evita il catastrofismo estremo o le prediche ultra-ecologiste ai quali i più sono ormai psicologicamente immuni. Home gioca sulla suggestione e sull’incanto, per questo è nuovo, per questo è efficace (trasmesso in Francia in prima serata alla vigilia delle elezioni europee ha rivoluzionato la sinistra facendo ottenere ai Verdi 14 seggi, al pari del Partito Socialista). Il progetto è francese, curato da Luc Besson e realizzato da Yann Arthus-Bertrand, fotografo giornalista e ambientalista da anni appassionato di fotografia aerea. Home ha goduto del supporto di numerose imprese e marchi legati al gruppo Ppr che, sperando che non sia stato solo un modo per pulirsi la coscienza, ha finanziato la sua imponente realizzazione. Un enorme occhio esplora la terra nel tempo e nello spazio, percorre 54 paesi, 120 località di un set durato 217 giorni per 500 ore di girato. Una voce femminile accompagna le sequenze d’immagini spettacolari, racconta la storia del pianeta, fornisce dati sull’impatto che lo sviluppo umano ha avuto sui suoi equilibri e avverte sui rischi dei possibili esiti futuri. Il profitti ricavati dai botteghini e dalla vendita dei DVD andranno all’associazione Goodplanet, fondata dallo stesso Arthus-Bertrand nel 2005. Il film è comunque legalmente visionabile su youtube in alta qualità (obbligatoria per chi ne ha la possibilità). Una seria riflessione su questi temi è sempre più necessaria, comunque la pensiate lo spettacolo vale assolutamente la pena.




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