"Controversy / I'm so thirsty / Got no mercy"

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Articolo 1 Commento
11/3 2009

Saggio sulla mutazione

“I Barbari”, Alessandro Baricco, Fandango Libri 2006

I Barbari - copertina

“Perché ciò che si salverà non sarà mai quel che abbiamo tenuto al riparo dai tempi, ma ciò che abbiamo lasciato mutare, perché ridiventasse se stesso, in un tempo nuovo”

I Barbari è un libro atipico: lo è nella genesi, nella struttura e nei contenuti. Per prima cosa è un saggio, non un romanzo, di conseguenza non c’è trama, non ci sono personaggi né finali a sorpresa. C’è un uomo (molto pieno di sé, d’accordo, andiamo oltre?) che riflette e che scrive, spalancando le porte del suo ragionamento al lettore e coinvolgendolo in un flusso di pensiero dinamico nello stile e allo stesso tempo profondo, di spessore. Questo saggio è nato tra le pagine de La Repubblica, così,  a puntate Baricco ha disseminato tra il maggio e l’ottobre del 2006 una serie di riflessioni che sotto l’occhio dei lettori, (“più attento all’urgenza del pensare, che alla prudenza del pubblicare..) avrebbero infine composto un mosaico: questo libro (..la memoria di una piccola impresa irregolare”).

Come muta l’uomo? Secondo quali regole evolve la sua socialità? Che forma sta prendendo il suo rapporto con l’altro, la sua civiltà, il mondo che crea e nel quale vive. Quanto c’è di reale nell’idea che le nuove generazioni, impantanate in una perdita di senso e di valori, orde invasive portatrici di una forza distruttrice, vivranno lasciandosi alle spalle scenari desolati. Secondo Baricco molto poco. Non si tratta del solito divario intergenerazionale che porta i vecchi a denigrare le forze emergenti o della banale sindrome del “dopo di me il diluvio”  di Luigi XV. Ci si sta nuovamente evolvendo in un’altra specie, inedita, che per respirare ha bisogno di mutare lo scenario nel quale vive, di ritrovarsi in un nuovo habitat. Così l’uomo ha sempre fatto e così continuerà a fare.

Troppo spesso si sente parlare dell’uomo nuovo come di un animale sociale in fase di declino irreversibile, di progressivo imbarbarimento. Voci insoddisfatte rigenerano ciclicamente questi stessi sentimenti, trovando nel pessimismo altrui il riflesso per sviluppare il senso di sollievo che si ha accomunando i propri destini. Niente di più lontano da un elogio al mondo attuale, sicuramente pieno di lati oscuri, commercializzazioni e vuoti di senso, quantità e avidità contro qualità e cultura, spettacolarità e ricchezza come valori primi, sottomissione (più o meno esplicita) al morbido diktat a stelle e strisce.  Si tratta di un tentativo di oltrepassare quell’ottica che, dalla lamentela snob alla chiacchiera da bar, spesso basse e sommarie, si nutrono del tutto-va-bene-finché-tutto-va-male, stroncando così ogni sorta di riflessione costruttiva. Questo libro è un tentativo di astrarsi, di ribaltare la visuale, studiando l’evoluzione sociale e culturale dell’uomo dall’alto, nello spazio e nel tempo: come eravamo, perché siamo quel che siamo e chi, un giorno, probabilmente diventeremo.

Quest’analisi, che sulla carta sembrerebbe richiedere un lavoro immenso dai confini difficilmente percorribili, scaturisce invece dal basso, dallo studio dei microeventi. Il vino, il calcio, i libri: tre mondi periferici (e quindi più intuibili) attraverso i quali l’autore studia le strategie dell’invasione, le dinamiche della mutazione, andando a stanare le “mosse fondative” del processo di rinnovamento. Nelle sue pagine, scritte in maniera brillante e di godibile scorrevolezza, I Barbari sfugge al bisogno di fotografare il mondo nella sua staticità, racchiudendo la capacità insolita di leggerlo nel suo divenire.

Alessandro Baricco

http://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Baricco

http://www.youtube.com/watch?v=gejrNkGWjec (lezione che Alessandro Baricco ha tenuto al cinema Anteo di Milano il 22 maggio su i barbari e la mutazione)

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  2. santo
    11/26 2009

    molto interessante!