

Sono due i libri che questa volta vengono accostati per l’argomento trattato: la vita di un clochard.
“Angelo Smarrito”, libro scritto da Angelo Starinieri il quale dopo la morte di un figlio e un’inchiesta giudiziaria ha deciso di vivere per tre anni su di una panchina a piazza Cadorna a Milano; e “Zorro. Un eremita sul marciapiede”, scritto da Margaret Mazzantini la quale cercava “una buona idea per Sergio Castellitto, per il suo talento d’attore ma non solo, qualcosa che desse voce alla sua parte muta”.
Entrambi i racconti descrivono la vita vissuta dormendo tra i cartoni e guardando la gente scorrere mentre si sta sulla parete del gran ballo delle debuttanti a fare da tappezzeria.
Si descrive questa idea di una vita vissuta “alla giornata”, ubriacata dai fumi dei ricordi e inframmezzata dal sogno, dal non esser desti. Una vita vissuta con dignità, con l’idea di chi si era in passato e chi si è adesso, fuori da qualunque ritmo sincopato. Fatta magari di piccole gentilezze, di giochi improvvisi, di avventure sputate fuori o di emergenze da gestire. Vi si legge la necessità del calore della bontà, del ricordare agli altri che si è comunque essere umani, anche se fuori dal gioco comune.
“Quando mi svegliavo all’alba, i cartoni degli altri sembravano una spiaggia”.
Angelo è un uomo delicato, gentile, rispettoso degli altri e dei loro tempi. Ben diverso dall’agguerrito e vincente uomo d’affari di poco tempo prima. Un giorno, così, uscito dal lavoro, con la morte del figlio nel cuore e un’inchiesta giudiziaria la quale gli blocca tutti i beni, Angelo si siede su di una panchina di piazza Cadorna a Milano. E decide di non addormentarsi piano piano.
La sua compagna non lo abbandonerà mai, lo andrà sempre a trovarlo, gli porterà da mangiare ed insieme passeggeranno per le vie della loro città commentando le vetrine dei negozi e ridendo.
Ma la vita di Angelo, tormentata dai ricordi di bambino, della madre, dalla sua necessità di bere sempre acqua e dai rimorsi per le vicende più recenti, scorre inebetita. Si fa alcuni compagni di notte, altri clochard che hanno scelto la via della strada: ci sono gli aiutanti di enti benefici che lo nutrono e lo aiutano, un barista gentile che gli lascia sempre qualcosa con cui sfamarsi. Ci sono momenti difficili e momenti belli ma alla fine Angelo riuscirà a ritrovarsi e a dare un nuovo scopo alla sua vita.
“Siete tutti scoppiati, eh Cormorani? Basta farvi così (schiocca le dita) e venite giù come shangai”.
Zorro è un clochard che porta un guinzaglio appeso al collo. Anche lui, come Angelo, è fuori dal gioco. Si stende, osserva, ricorda. Ma a differenza del primo, Zorro mantiene una sua aggressività latente, un suo fare ironico che sconfina spesso nello scurrile. Si sente di essersi guadagnato questo diritto. Non è aggressivo né maleducato, anche lui fa della dignità, scintilla di Dio, il suo cavallo da battaglia. Non tende la mano a chiedere. Anche Zorro ha i suoi fantasmi, i suoi dolori, i suoi ricordi cari: ma essi non tanto lo perseguitano, piuttosto lo accompagnano, lo tengono ancorato a questo mondo dal quale sarebbe facile “partire come un missile”. Il suo rapporto con il passato è stato definitivamente tagliato ma il collare che porta al collo come una croce simboleggia il ricordo imperituro dell’errore commesso in passato che lo ha portato fuori dalla vita di tutti i giorni.
Il marciapiede, soprattutto di questi tempi, non viene più visto agli occhi di molti come un qualcosa di inspiegabile. Il problema è che ci ricorda che quelle persone che non vorremmo più vedere o che vorremmo veder sparire rapidamente quando si appropinquano con i loro carrelli e odori non sono tanto lontane da noi. La distanza che ci può separare da loro è quantizzabile in una risposta data in malo modo in ufficio, all’ennesimo sgarbo di un automobilista: il fastidio che ci danno è direttamente proporzionale alla nostra fragilità. Più si è consapevoli che tutto quello su cui basiamo la nostra vita è traballante come un tavolo vecchio e più tenderemo a negare e perfino ad odiare chi una scelta l’ha, perlomeno, fatta.


Scroll to the Post Form and leave a comment. Pinging is disabled.
Currently there are no comments related to article "Il perchè del marciapiede".