“Noi Amiamo Silvio“, Peruzzo editore, 2010
Sono passati circa venti giorni da quando i nostri sguardi si sono incrociati per la prima volta. E nelle settimane successive al primo incontro ci siamo ritrovati più volte uno di fronte l’altro. Mi sentivo impacciato. Non sapevo minimamente come comportarmi. Avrei voluto distogliere lo sguardo eppure lo stupore era così forte da lasciarmi imbambolato. Da farmi correre alla prima sillaba che pronunciava.
Esattamente sette giorni fa, stanco di questo rincorrersi puramente casuale, ho scelto il confronto diretto. Sono uscito presto in una fredda domenica mattina per recarmi nell’unico posto dove era possibile incontrarsi. Più mi avvicinavo a destinazione più affrettavo il passo. In poco tempo, eccomi ancora di fronte a quello sguardo.
“Quant’è quello?”, chiedo all’edicolante senza nemmeno alzare il braccio ma indicando timidamente
con il dito.
“9,90” risponde lui, con uno sguardo palesemente discriminante.
Mentre penso che avrei dovuto prestare più attenzione alle sillabe ammaliatrici, l’edicolante commenta:
“Non ne vendiamo molti.”
La spesa però è niente se paragonata all’importanza dell’acquisto. Ero sicuro della mia scelta allora come lo sono adesso.
Quella mattina avrei potuto comprare alla stessa cifra: Internazionale (3 euro) + The Economist (5,50 euro) + Il Fatto Quotidiano (1,20 euro); La Repubblica (1,50) + Colora le Winx (3,90) + Wired o Quattroruote (4,00 / 4,20); Darwin (6,50) + Playboy (3,50); oppure un sempreverde film di Totò (9,90) e comunque non sarebbe stato lo stesso. Nonostante blog, quotidiani, e grafici (su tutti frogproduction.blogspot.com, il 28 febbraio) abbiano subito evidenziato il lavoro semplicistico svolto dagli editor, quasi dozzinale (a giudicare dai fiori finti, le persone mirrorate, le ombre scomparse e l’attaccatura dei capelli da picchiaduro 3D), ho scelto di farmi trascinare dal cabarettistico processo di santificazione in atto.
Sicuramente, dopo svariate letture, la sensazione è di sfogliare un coccodrillo-fotografico piuttosto che una collezione d’immagini salienti della carriera politica di Silvio Berlusconi.
Su 168 pagine troviamo, contando anche le foto delle copertine e il collage iniziale, 176 foto. Di queste, solamente 49 testimoniano il passato imprenditoriale e politico del premier. Le restanti 127 appartengono tutte alla sua terza legislatura. Più del 70% delle immagini selezionate quindi prende in considerazione, su cinque lustri di politica intrapresa da Berlusconi, solo gli anni che vanno dal 2006 a oggi, riuscendo addirittura a non trattare quasi nessuna vicenda. Tante foto dei comizi elettorali, qualche immagine del Presidente del Consiglio con i leader politici internazionali tra G8 e Vertice Nato, e la continua campagna di finta empatia verso gli abitanti abruzzesi vittime del terremoto, dove il governo si mostra perpetuamente sensibile alla disgrazia e ostenta il suo impegno. Un impegno dubbio, a giudicare dalle costanti proteste dei terremotati che non ridevano allora,ribadendo “E non ridiamo adesso”.
Passi l’interesse propagandistico verso gli ultimi anni politici del Cavaliere, passi la sensazione (condivisa) di coccodrillo-fotografico e passino pure le imprecisioni estetiche. D’altra parte Alberto Peruzzo stesso precisa che Berlusconi ha avuto tra le mani l’opera prima che fosse stampata, partecipando alla (ri)costruzione dell’immagine tramite la quale gli italiani hanno imparato ad amarlo. A quest’editore comunque andrà il grande merito di aver pubblicato una testimonianza parziale, ritoccata, imprecisa – quindi fedele – dell’era politica berlusconiana. Non in nome dell’amicizia che lega l’editore a Silvio, ma per la volontà di realizzare, e cito dalla seconda di copertina, “per la prima volta in Italia, un libro fotografico con le più belle immagini a colori degli eventi storici che hanno visto protagonista un Presidente del Consiglio, e per fare questo si è scelto il più rappresentativo della storia politica italiana: Silvio Berlusconi”. Non c’è spazio per De Gasperi o Andreotti. La fine di Craxi insegna: bisogna iniziare la santificazione vita natural durante.
Dobbiamo riconoscere a Peruzzo l’impegno costante nella pubblicazione di moltissime biografie riguardo celebri personaggi storici. Sebbene però il suo gruppo editoriale sia presente da decenni nelle edicole italiane, con dispense di ogni tipo o grandi romanzi d’azione, non c’è traccia né di una cronologia delle pubblicazioni fatte né tantomeno una qualche parziale lista di titoli. Non esiste nessun albertoperuzzoeditore.qualcosa. C’è solamente il sito della Peruzzo Media Company che oltre ad investire nel settore editoriale si occupa per esempio anche di importazione e vendita di mobilewatch (“il telefono più piccolo del mondo”), di cellulari ornati con Swarovski ma dai DNS chissà perché scaduti, e dell’ormai ventennale (ma poco conosciuto) Panda Antivirus e relativi software di sicurezza informatica. Qualche informazione riguardo alle pubblicazioni di Peruzzo Editore si possono trovare grazie ai forum, dove le sue dispense vengono citate dagli esperti di farfalle a quelli dei funghi a seconda del settore, ma soprattutto grazie al sempreverde mercato d’aste di Ebay. Così si scopre che oltre ad essere dedito alle biografie, Peruzzo con la sua ultima fatica raggiunge una triade di monografie fotografiche di grandi statisti pubblicate. L’opera che vede protagonista Silvio Berlusconi nella veste di Presidente del Consiglio si somma alle due biografiche fotografiche pubblicate nel 1982: “Io, Mussolini” e “Io, Hitler” che qualcuno vocifera essere stata in assoluto la prima mai realizzata sul dittatore tedesco.




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