"Controversy / I'm so thirsty / Got no mercy"

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03/4 2010

Il Concerto

Il concerto, Radu Mihaileanu, 2010

Se non c’è gita su battello e cena al Trou Normand, niente si fa!


Il concerto è un film che ti fa sorridere ma anche un po’ intristire.

La trama tratta di un maestro d’orchestra russo, Andreï Filipov, costretto ora a fare la pulizie al Bolshoi a Mosca perché più di trenta anni prima osò contrastare il potere brezneviano ed il suo concerto, anzi, Il concerto  venne interrotto a metà.

Per caso riesce ad intercettare un fax proveniente dal Théâtre du Châtelet di Parigi dove chiedono all’orchestra del Bolshoi di fare un concerto: decide allora di fingersi per il maestro d’orchestra attuale e di radunare la vecchia orchestra per poter finalmente dirigere Il concerto.

C’è chi trasporta mobili, chi fa il doppiatore di film porno, chi guida una scassata ambulanza, chi si è riunito con le sue origini zingaresche: tutti (quasi tutti) vengono ritrovati grazie all’aiuto del suonatore di viola Sacha Grossman e dell’impresario che gli spezzò la bacchetta a metà concerto, Ivan Gavrilov, fervente comunista.

C’è un’unica richiesta di Filipov al Théâtre du Châtelet per dirigere il Concerto per Violino e Orchestra di Čajkovskij: il primo violino dovrà essere Anne-Marie Jacquet, una giovane di talento per la quale Filipov sembra nutrire una vera e propria ossessione.

La trama si dipana nel classico stile di Radu Mihaileanu, regista del famoso e bellissimo Train de vie – Un treno per vivere: personaggi stravaganti, con le loro piccole manie, colori sgargianti, musiche tzigane che intervallano la stupenda musica classica, vera e propria protagonista del film, colpi di scena e tanti sorrisi melanconici.

Non illudetevi: una grande opera è quella che sa prendersi sul serio nel momento adatto e che vi lascia andare via con l’emozione nel cuore.

Il finale del film vi strizzerà un po’ il cuore, è vero: ma vi renderete conto, andando via, che ne valeva veramente la pena.

Giusto una curiosità: nel film ha una piccola parte lo Shlomo di Train de vie, il pazzo del villaggio. Sapreste riconoscerlo?

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