"Controversy / I'm so thirsty / Got no mercy"

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01/31 2012

Fact Checker

Nuova rubrica di analisi critica delle fonti

Jonathan Steele, The Guardian, 17/01/2012
“Most Syrians back President Assad, but you’d never know from western media”

Secondo l’editorialista del Guardian la possibilità di una guerra civile spaventa il popolo almeno quanto il reggime Assad.
L’articolo di Jonathan Steele offre un’ampia panoramica della Siria, tra gli scontri interni che animano il paese e il ruolo della politica internazionale. Tuttavia l’interpretazione del sondaggio su cui si fonda l’articolo, secondo cui il 55% dei siriani sarebbe favorevole alla permanenza di Bassar Al-Assad, presenta alcune zone d’ombra.
L‘indagine è stata effettuata da YouGov Siraj, dipartimento medio orientale della azienda YouGov, specializzata in ricerche di mercato condotte esclusivamente via internet. Eppure le uniche informazioni disponibili, le stesse riportate da Steele, sono contenute nel sito dell’associazione The Doha’s Debates, il committente dell’indagine. Nel comunicato si legge che  le oltre mille interviste sono state effettuate in tutto il mondo arabo e non soltanto in Siria.
Quindi l’affermazione “Most Syrians” sembrerebbe  dedotta da un campione non propriamente rappresentativo di una singola nazione: con l’espressione   “mondo arabo” si intende una comunità composta da oltre 2o stati e circa 280 milioni di persone.

 

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01/19 2012

Weeklies

Rassegna di fine / inizio anno

 

Informare, comunicare, controllare
Dopo il reportage di Novembre su quelle che oggi vengono definite cyberwar, Al Jazeera continua ad interessarsi dell’argomento e spiega come, nonostante gli attacchi informatici degli ultimi anni e le consueguenti tensioni, l’idea di una vera e propria “cyber-cold-war” tra Usa e Cina sia poco credibile. E in un momento storico in cui le possibilità di informazione, comunicazione e controllo interessano tanto la grande potenza quanto il privato cittadino, spicca l’ultima iniziativa promossa dagli hacker al Chaos Communication Congress di Berlino: la costituzione di una rete di telecomunicazioni libera da ogni  ingerenza  e controllo governativo perché, sostiene il gruppo promotore, dal momento che i satelliti sono in orbita,  nessuno Stato può rivendicarne la giurisdizione. L’iniziativa vuole essere un primo concreto passo contro quelle che sono considerate politiche governative “liberticide di internet”, non ultimo  il SOPA, la legge statunitense contro la pirateria on line, verso cui ieri e’ stata indetta una giornata di protesta.
(da Al Jazeera, Physorg)

 

Morte della a-idiologia
Il  collettivo di scrittori preferito dagli italiani continua ad essere protagonista del dibattito culturale interno al paese, siglando uno scritto che indaga la coscenza politica di quei soggetti collettivi che, nel dichiararsi “nè di destra, nè di sinistra”, occultano il loro percorso ideologico e sfruttano la retorica da “morte dell’ideologia” ai fini della propaganda.
(da Giap)

 

Lavoro in Ungheria
Il mercato del lavoro, in Italia  ed in altri paesi europei, era problematico già prima della crisi. La testimonianza di un’imprenditore ungherese che, nonostante debba assumere impiegati, non prenderà nessuno nella sua azienda, lascia rassegnati di fronte ad un sistema che sembra non adatto alla gravità del momento.
(da Andor Jakab blog)

 

Classi medie
Lo sviluppo della middle class africana è una realtà che, seppure lentamente, si sta espandendo per il continente. Attraverso la storia di una delle famiglie tipo della neonata classe media e l’analisi dell’impatto che questo nuovo modello potrebbe avere, questi due articoli pubblicati durante le festività natalizie raccontano il fenomeno.
(da The Guardian)

 

Nell’occhio del ciclone
Dopo aver letto del rapporto tra narcos e social network , anche il reportage di Reuters riesce ad aggiungere qualcosa all’informazione sulla criminalità messicana. L’agenzia descrive come la corruzione giochi in ruolo fondamentale nella guerra, insoluta, tra stato e cartelli,  e di come ancora una volta la popolazione si trovi spesso tra due fuochi e sia priva di qualsiasi assistenza da parte di un’istituzione.
(da Reuters)

 

Spionaggio old fashion
Un segreto lungo decine di anni quello che ha accompagnato gli uomini di Hexagon, per alcuni il progetto di spionaggio satelittare statunitense più imponente dalla Guerra Fredda. In questo lungo resoconto si spiega il progetto, declassificato a Settembre, attraverso le parole dei suoi fautori e la scoperta delle loro vite.
(da San Francisco Chronicle)

 

Grassi liberi
Tra le misure salva economia prese in considerazione dagli stati, in Inghilterra la “fat tax” (già in vigore in Danimarca) potrebbe essere un valido incentivo all’economia, oltre che una risposta al problema dell’obesità, in costante incremento tra la popolazione inglese.
(da The Post Internazionale)

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12/22 2011

Weekly

Rassegna settimanale

Dittature
Con Kim Jong Il si allunga la lista di cattivi della politica scomparsi nel 2011. Leggi il resto

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12/13 2011

Weekly

Rassegna settimanale di materiale trovato sul web

 

Grandi Fratelli
L’ultimo progetto di Wikileaks, chiamato “The Spyfiles”, è un’indagine sui nuovi sistemi di sorveglianza Leggi il resto

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12/6 2011

Weekly

Salvataggio o ancoraggio?
Ad un giorno dalla manovra varata dal governo Monti, Leggi il resto

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11/30 2011

Weekly

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Rassegna settimanale

 

Germania critica

La serie “Chi ha paura della Germania?”, inaugurata poco più di una settimana fa su Presseurope, continua a demolire credenze e miti della politica tedesca accumulati in questi anni di crisi, oltre a  fornire molti spunti di riflessione sulla Germania di oggi. Leggi il resto

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11/22 2011

Weekly

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Rassegna settimanale

Inverno arabo
I militari al potere in Egitto sono venuti completamente meno alla promessa di migliorare i diritti umani e si sono resi invece responsabili di un catalogo di violazioni che in alcuni casi hanno persino superato quelle dell’era di Hosni Mubarak. (…)
Attraverso l’uso delle corti marziali per processare migliaia di civili, la repressione delle proteste pacifiche e l’estensione dello stato d’emergenza in vigore all’epoca di Mubarak, lo Scaf ha perpetuato la tradizione di governo repressivo da cui i manifestanti del 25 gennaio avevano lottato così duramente per liberarsi (…)” Leggi il resto